Il giorno del mio primo ingresso nei locali della LUTE di Nuoro, la mia attenzione è stata attirata dagli scaffali e dalle vetrine straripanti di libri, e nella mia mente si è stampata la frase di Umberto Eco:
“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro. “
Mentre i miei occhi scorrevano con avidità i titoli dei libri allineati dentro le vetrine, ho pensato che:
io c’ero quando la bella Margherita vola su Mosca, a cavallo di una scopa, nuda come le altre streghe, e distrugge la casa di uno dei critici che hanno rovinato la vita al Maestro;
io c’ero quando Jorgi, ormai malato, ricorda con nostalgia, che nella piazza della parrocchia di Oronou c’è sempre fresco e dalla panchina di angolo si vede il mare;
io c’ero quando Mario, fratello di Natalia Ginzburg amava ripetere instancabilmente la tiritera: Il baco del calo del malo. Il beco del chelo del melo. Il bico del chilo del milo… e io aiutavo Mario a completarla servendomi della vocale “u”;
io c’ero nel paese andaluso di Martos, quando Don Angel disse a Maria: Donna, porta il vino, che è arrivato un parente d’America..
C’ero in molti… moltissimi libri che facevano bella mostra in quei scaffali, ma sapevo anche che potevo esserci in tanti altri romanzi che non avevo ancora letto. Forse è questo che mi ha fatto accettare la proposta di Eugenia e diventare bibliotecaria della LUTE.
Gianni, mio marito, dal quel giorno mi prende regolarmente in giro e mi chiama Felicina, in quanto Felicino è il nome del bibliotecario di Orune di cui scrivo nel mio romanzo “Bachis e Nina”.
Da novella bibliotecaria mi sono riproposta di fare brevi recensioni dei romanzi che mi hanno colpita e arricchito e che verranno pubblicate a scansione regolare nel sito della LUTE.
Nella mia mente intanto prende corpo la possibilità di organizzare incontri tra i lettori della LUTE per parlare e riflettere sui libri letti e che hanno lasciato il segno… una sorta di immortalità all’indietro.
Maria Antonietta Mula
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